Metodi

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Costituzione comunità di pratica e redazione delle storie di infortunio

Gli operatori coinvolti appartengono ai Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro delle ASL e svolgono e/o hanno svolto inchieste infortuni.
Sono invitati a partecipare a un primo seminario formativo sull’efficacia della prevenzione basata sull’integrazione tra evidenze e narrazione, i metodi della ricerca qualitativa, spunti su tecniche di scrittura e l’uso del plain language.

Al termine del seminario ogni operatore riceve il mandato di redigere una storia a partire da un’inchiesta infortunio selezionata sulla base dei criteri concordati. La storia può essere redatta anche da più operatori, almeno uno dei quali ha svolto l’inchiesta cui si riferisce la storia ed inviata al gruppo di coordinamento.

Per favorire la partecipazione degli operatori agli incontri sarebbe indispensabile prevederne l’accreditamento ECM.

Revisione delle storie da parte del gruppo di coordinamento

La situazione ottimale prevede che il gruppo di coordinamento sia multidisciplinare e non coinvolto direttamente nelle attività di vigilanza.

Ogni storia viene rivista da almeno due persone che apportano modifiche per renderla comprensibile anche a lettori meno esperti in tematiche di vigilanza e sicurezza.
Una volta rivista viene inviata agli autori che la integrano e ne confermano il contenuto, a questo punto può seguire due vie:

  1. Il gruppo di coordinamento invia la storia alla redazione Dors che ne elabora una sintesi e assegna le parole chiave dei filtri. La newsletter mensile Dors darà notizia dell’avvenuta pubblicazione con una breve sintesi pubblicata in home page.
  2. La storia è selezionata per essere sottoposta alla Comunità di Pratica (CdP) che validerà le indicazioni per la prevenzione.
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Validazione della storia da parte della Comunità di Pratica e pubblicazione nel repertorio

La comunità di pratica (CdP) ha l’obiettivo di condividere le indicazioni per la prevenzione elaborate da parte dell’autore/i delle storie favorendo il confronto e superando il limite legato alla soggettività.

La CdP è costituita da operatori dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro delle ASL e da 2/3 facilitatori del gruppo di coordinamento.

Le adesioni sono spontanee e sono raccolte nel primo seminario formativo, a cui sono invitati gli operatori delle ASL regionali che svolgano e/o abbiano svolto inchieste infortuni.

Il numero di incontri è concordato con gli operatori; di solito sono due o tre all’anno, è auspicabile un percorso itinerante nelle diverse ASL della Regione per favorire la partecipazione e l’arruolamento degli operatori dell’ASL sede dell’incontro.

Il gruppo di coordinamento:

  • individua le storie da sottoporre alla CdP sulla base di alcuni criteri (rilevanza della dinamica, del contesto e delle azioni preventive, presenza di testimonianze, ecc);
  • elimina la sezione della storia con le indicazioni per la prevenzione previste dagli autori (sezione “non sarebbe successo se…”) e i riferimenti ad autori e territorio;
  • acquisisce dagli autori della storia il materiale documentale ossia inchiesta, verbali di ispezione, fascicolo fotografico, SIT, …
    Le storie di infortunio, i materiali dell’inchiesta sono analizzati dai gruppi di lavoro (di norma 4/6 persone massimo per gruppo) che elaborano le indicazioni per la prevenzione, successivamente inviate da parte del gruppo di coordinamento agli autori.
    Questi ultimi le condividono con la CdP nell’incontro successivo e la storia, una volta validata, viene pubblicata nel repertorio contraddistinta da un logo apposito.


Il risultato atteso dell’intero percorso è il repertorio delle storie di infortunio nel quale, le più significative, siano corredate da indicazioni per la prevenzione condivise ed approvate dalla comunità di pratica degli esperti e considerabili come raccomandazioni che possano essere utilizzate in altri simili contesti. Tale percorso verrà candidato come buona pratica.