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La striscia invisibile

Luogo: Piemonte

Data: marzo 2014

Comparto produttivo: produzione di prodotti per la cura della persona

Esito: Franco, un impiegato dell’ufficio spedizioni, ha perso il piede sinistro

Dove è avvenuto: nel magazzino di una ditta specializzata nella produzione di prodotti per la cura della persona

Cosa si stava facendo: Franco si trovava nella zona merci per la verifica dei bancali in partenza e in transito.

Descrizione infortunio: un collega di Franco era alla guida di un carrello elevatore con cui caricava alcuni pallet su un camion. Dopo aver depositato un bancale sul pianale del rimorchio, è uscito in retromarcia svoltando verso sinistra. Franco che si trovava sulla traiettoria, è stato investito dal carrello elevatore che gli ha schiacciato il piede sinistro con le ruote posteriori.

Come prevenire: il datore di lavoro doveva tenere conto dell’uso promiscuo delle aree di lavoro da parte di mezzi e pedoni e predisporre un piano della viabilità aziendale che definisse le regole di circolazione nei reparti e nelle aree esterne dell’azienda e che stabilisse le misure organizzative e procedurali sufficienti a garantire la sicurezza dei lavoratori rispetto ai rischi connessi con l’uso dei carrelli elevatori e degli altri mezzi di trasporto come transpallet, auto, camion ecc. Tra le varie indicazioni, il piano doveva prevedere:

  • lo stato della pavimentazione e della sua manutenzione in modo da evitare buche o avvallamenti pericolosi per la stabilità del mezzo e del carico;
  • la segnaletica e cartellonistica per interpretare chiaramente la viabilità aziendale;
  • informazioni sulla presenza di pericoli generici e particolari connessi alla viabilità come ad esempio la separazione delle corsie di marcia, l’evidenziazione dei luoghi di stoccaggio delle merci, di passaggio dei carrelli e dei pedoni, la segnaletica verticale per evidenziare le condizioni di pericolo, indicazione, prescrizione, l’evidenziazione degli attraversamenti pedonali, degli STOP, di eventuali pericoli particolari e ostacoli;
  • gli spazi riservati alle merci che devono essere stoccate in aree dedicate, in modo da lasciare sgombri i pavimenti e i passaggi per la circolazione dei pedoni e dei mezzi di trasporto sulle rispettive vie di circolazione;
  • le corsie riservate ai carrelli ed ai pedoni al fine di evitare il più possibile le interferenze e i relativi rischi di investimento; la necessità di tracciare i relativi attraversamenti, coerenti e funzionali alle reali necessità di spostamento delle persone in azienda;
  • le uscite dai luoghi distinte e protette, per carrelli e pedoni;
  • le misure di prudenza necessarie come velocità ridotte dei mezzi, uso di specchi nei punti critici e negli incroci tra le corsie e presso le uscite per le altre aree dove la distinzione tra pedoni e mezzi non è tecnicamente realizzabile;
  • la protezione delle aree di sosta e ristoro con barriere idonee;
  • l’ubicazione delle uscite di sicurezza e le procedure in uso per garantire sempre che siano tenute sgombre da intralci e apribili; i relativi percorsi di esodo devono anch’essi essere liberi e accessibili;
  • le misure organizzative per la possibile presenza sui luoghi di transito e di manovra di terze persone come autisti, fornitori e clienti, che devono essere anch’esse tutelate;
  • l’informazione ai lavoratori del contenuto del piano di circolazione interna aziendale;
  • procedure di controllo aziendali per la vigilanza sul rispetto concreto delle procedure di sicurezza elaborate nel piano della viabilità individuando, con apposita procedura formalizzata, un incaricato al controllo periodico frequente come un preposto/capo magazziniere.

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