Luogo: Civitanova Marche
Data: 28 giugno 2006
Comparto produttivo: trasporti
Esito: Daniele, un capotecnico di 34 anni, è morto durante il trasporto in eliambulanza
Dove è avvenuto: in un cantiere ferroviario in prossimità della stazione
Cosa si stava facendo: Daniele assieme alla sua squadra era intento alla manutenzione dei binari, utilizzando un macchinario semovente “multifunzione” per il riallineamento delle rotaie e il rincalzo della massicciata
Descrizione infortunio: nonostante i segnali acustici d’avviso emessi dal macchinista del treno che transitava in direzione opposta a una velocità di circa 60 km/h, Daniele che era a bordo della prima sezione del macchinario, è sceso su alcuni gradini della scaletta di servizio e si è sporto per verificare il lavoro del macchinario semovente venendo investito dal treno.
Come prevenire: i lavori su binari che coinvolgono il rincalzo, ovvero la compattazione della massicciata per stabilizzare il binario, sono operazioni critiche che richiedono rigorosi protocolli di sicurezza per proteggere sia i lavoratori sia la circolazione dei treni. I possibili rischi a cui vengono esposti i lavoratori sono: lo schiacciamento legato all’uso di macchine operatrici pesanti; le cadute con il rischio di inciampo o caduta sulla massicciata o da impianti sopraelevati e per l’appunto l’investimento da parte dei treni in transito sui binari adiacenti. I lavori devono seguire alcune norme definite in UNI EN 16704 che consentono un approccio comune a livello europeo alla sicurezza dei lavoratori che operano in prossimità dei binari. L’Istruzione per la Manutenzione delle Sovrastrutture, IMS, di Rete Ferroviaria Italiana, RFI, rappresenta uno dei documenti normativi tecnici fondamentali per la gestione e la manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria italiana. Essa disciplina le modalità operative, le frequenze e gli standard di sicurezza per la manutenzione dell’armamento ferroviario. Alcune precauzioni fondamentali sono:
- rispettare le distanze di sicurezza dai binari per garantire uno spazio libero di almeno 1,75 metri ed evitare investimenti, escludendo solo le attrezzature strettamente necessarie;
- installare una segnaletica visiva e acustica per avvertire dell’arrivo dei treni e delimitare percorsi pedonali protetti;
- formare i lavoratori secondo procedure specifiche, come RFI DPR SIGS PO 14 1 1, che prevede percorsi di qualificazione professionale per la guida dei mezzi d’opera;
- fornire informazioni dettagliate sui rischi specifici tramite documenti come il DUVRI o guide dedicate.
Più in specifico:
- la rumorosità e le grandi dimensioni del macchinario hanno reso difficile ogni comunicazione sia verbale sia visiva; infatti, le comunicazioni acustiche mediante ricetrasmittenti avvenivano in “modalità anonima” e le zone d’ombra visive non consentivano l’uso di segnali gestuali o luminosi. Si sarebbe dovuto dunque prevedere la sospensione dell’attività del macchinario durante il transito dei treni sui binari adiacenti con la sosta in zona sicura dei lavoratori. In alternativa, una procedura di “feedback nominativo” avrebbe fornito il consenso al transito di un treno in maniera subordinata alla verifica certa della ricezione dell’avvertimento da parte di ogni lavoratore sempre con la possibilità di posizionarsi in zona sicura.
