A cura di Sergio Sampaoli, Piero Pierucci, Lucia Bolognini
U.O.C. Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro
U.O.C. PSAL – Epidemiologia occupazionale, Formazione e Comunicazione
AST Ancona
Storia d’infortunio n. 121 – Marzo 2026
Arriva la chiamata
Quel giorno la chiamata è arrivata mentre ero in coda in mensa: erano i Carabinieri della stazione locale che ci informavano di un infortunio avvenuto in un’area verde di un piccolo Comune.
Arrivo sul luogo dell’infortunio
Contattato il collega, siamo arrivati sul luogo dell’infortunio dove erano già presenti i vigili urbani che avevano effettuato i primi rilievi. Si trattava di un’area verde in pendenza con prati e alberi. Ha colpito subito la macchia di sangue a terra, sul bordo della strada, vicino al trattorino, che era stato spostato rispetto alla posizione originale.
Figura 1. Luogo dell’infortunio
Che cosa è successo
Mauro era alla guida di un trattorino tosaerba. Durante il taglio in un’area con elevata pendenza, il mezzo si è ribaltato finendogli sopra. La lama, ancora in movimento per inerzia, lo ha ferito a una gamba.
Figura 2. Trattorino tosaerba
Chi è stato coinvolto
Mauro, 21 anni, originario del nord Italia, era stato assunto da meno di un mese come bracciante agricolo con contratto a tempo determinato. Aveva una precedente esperienza come tagliaboschi nell’impresa del padre.
Dove e quando
L’infortunio è avvenuto a settembre 2018, nel primo pomeriggio, in un parco pubblico in provincia di Ancona, situato sulle pendici di una collina che degrada verso il mare.
Che cosa si stava facendo
Mauro lavorava per una ditta incaricata della manutenzione del verde pubblico. Quel giorno operava insieme a un collega: Mauro utilizzava il trattorino, mentre l’altro operatore lavorava con il decespugliatore in una zona distante del parco.
A un certo punto
Dopo aver completato il perimetro del parco, Mauro ha iniziato il taglio lungo il tratto a valle. L’area era caratterizzata da una pendenza irregolare e dalla presenza di un fossato in cemento vicino alla strada.
In prossimità di un albero, dove la pendenza era maggiore e il terreno deformato dalle radici, il trattorino ha iniziato a slittare, scivolando all’indietro. Il mezzo si è ribaltato sul bordo della strada, schiacciando Mauro e ferendolo al polpaccio con la lama ancora in movimento.
Cosa si è appreso dall’inchiesta
Il trattorino era dotato di sensore di presenza sul sedile, che arresta il mezzo quando l’operatore si alza, e di un roll-bar pieghevole per prevenire il ribaltamento completo. Tuttavia, al momento dell’infortunio il roll-bar risultava abbassato.
La cintura di sicurezza non era presente né obbligatoria per quella tipologia di mezzo (massa inferiore a 600 kg).
La pendenza del terreno superava il limite consentito di 18°. Il manuale prevedeva inoltre specifiche indicazioni per la guida su terreni irregolari, non rispettate.
È emerso che il lavoratore operava senza adeguate istruzioni e senza una preventiva valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro.
Figura 3. Schema di funzionamento del roll-bar
Non sarebbe successo se…
L’infortunio si sarebbe potuto evitare con una corretta gestione della sicurezza. In particolare, il datore di lavoro avrebbe dovuto:
- Effettuare un sopralluogo preventivo per la valutazione dei rischi;
- Analizzare le caratteristiche geomorfologiche dell’area;
- Selezionare attrezzature adeguate ai limiti operativi;
- Definire tecniche di lavoro sicure;
- Fornire istruzioni chiare e formazione al lavoratore.
Come è andata a finire
A seguito del provvedimento, l’azienda ha adeguato le proprie procedure. Dopo un lungo periodo di recupero, Mauro è tornato alla normalità e ha successivamente richiesto il risarcimento dei danni al datore di lavoro.
Nota
Le raccomandazioni sono state elaborate dalla comunità di pratica sulle storie di infortunio riunitasi l’8 maggio 2024 a Civitanova Marche e successivamente revisionate dagli autori della storia.