Fili invisibili nella notte

Luogo: provincia di Milano

Data: 30 gennaio 2006

Comparto produttivo: Trasporti

Esito: l’infortunato è rimasto folgorato dal contatto con la corda d’acciaio che serviva a legare i new jersey che doveva scaricare dal camion. La corda d’acciaio era appesa alla gru, il cui braccio aveva toccato i cavi elettrici.

Dove è avvenuto: su uno svincolo autostradale lungo l’autostrada Milano – Venezia (svincolo per Dalmine).

Cosa si stava facendo: l’infortunato doveva scaricare dei new jersey dal camion legandoli con dei cavi d’acciaio alla gru. I new jersey servivano a delimitare le zone in cui si stavano facendo i lavori di ampliamento dell’autostrada.

Descrizione infortunio: nel cantiere stradale dell’infortunio era in corso l’ampliamento a quattro corsie più emergenza della A4 – Autostrada Milano-Venezia. Quella sera, Ugo, l’infortunato, doveva scaricare i new jersey che erano stati trasportati lì con alcuni camion. Per fare questa operazione era salito sul camion e aveva cominciato a legarli uno per volta con dei cavi d’acciaio.

A un certo punto Guido che stava manovrando la gru, sposta il braccio e tocca i cavi elettrici che si trovavano a circa 10 metri di distanza, la corrente elettrica passa nei cavi d’acciaio e folgora Ugo.

Come prevenire: occorreva seguire quanto disegnato e descritto nelle planimetrie allegate al Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), ovvero due misure tecniche specifiche per gestire il rischio di folgorazione: un limitatore dello sbraccio della gru che assicurasse sempre e comunque una distanza minima di cinque metri dalla linea oppure la sua disattivazione temporanea.

Un sistema di illuminazione più efficiente avrebbe probabilmente permesso di vedere i cavi elettrici sopra l’area di lavoro della gru.

La gestione delle interferenze tra camionisti, gruista, addetto allo scarico, capocantiere e preposti presenti alle operazioni avrebbe dovuto essere gestita con maggior attenzione ai rispettivi ruoli e responsabilità.