Luogo: provincia di Macerata, Marche
Data: agosto 2005
Comparto produttivo: trasporti
Esito: Franco, un autotrasportatore di 65 anni, è morto
Dove è avvenuto: sul piazzale della “casa e bottega” di Franco
Cosa si stava facendo: Franco, 65 anni, autotrasportatore da sempre ha deciso a un certo punto di metter su un’azienda di autotrasporti presso la sua abitazione. In vista della festa di ferragosto, aveva deciso di sistemare alcune palme in grandi fioriere bianche di cemento per abbellire il piazzale della sua azienda e accogliere degnamente amici e parenti. Facendosi aiutare da Rexha, un’autista che collaborava con lui da qualche giorno, Franco stava spostando le fioriere con un’autogrù.
Descrizione infortunio: per dare maggior stabilità all’autogru, Franco ha chiesto a Rexha di azionare la leva per far uscire lo stabilizzatore che si è mosso con una velocità eccessiva. Rexha ha azionato la leva di arresto ma lo stabilizzatore non si è fermato ed ha colpito Franco. Rexha ha cercato di sorreggere Franco e chiamato aiuto ma Franco si è accasciato a terra in mezzo al piazzale.
Come prevenire: il fatto che a morire sia Franco, il datore di lavoro, non significa che non si possa mettere in atto nulla. Bensì evidenzia che i datori di lavoro non sono “invincibili” e che il “sapere”, il “saper fare”, il “saper essere” devono essere requisiti imprescindibili per adempiere ai propri compiti. In questo infortunio, la sentenza passata in giudicato ha previsto l’assoluzione dell’imputato Rexha, stabilendo che dall’istruttoria dibattimentale non fossero emersi sufficienti elementi di prova in ordine alla sussistenza della responsabilità penale per il reato di delitto in occasione di lavoro. Franco è morto perché stava dove non doveva. Ed è l’unico fatto certo. In fondo, anche se sembra poco, è la conferma della regola delle regole: azionando gli stabilizzatori occorre rimanere a distanza di sicurezza.
